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Mi raccomando: non vi perdete!
Andrea
martedì 28 giugno 2016
lunedì 13 giugno 2016
Recensione di Gattacitrova
GATTACITROVA
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Autore
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Antoine Bauza
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Prodotto da
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Sit Down! (in Italia Ghenos Games)
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Tipologia
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Filler, tessere
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N° giocatori
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2-4
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Età
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6 – 116
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Durata
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15 - 20 min
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Dipendenza lingua
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A A A
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(nulla)
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Rigiocabilità
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A A A
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(bassa)
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Difficoltà
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A A A
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(bassa)
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Knizia, Teuber, Friese sono
solo alcuni nomi degli autori più famosi di giochi da tavolo: grazie al loro
ingegno e personalità, creano giochi di successo che ci regalano ore e ore di divertimento.
Tuttavia questi autori si cimentano talvolta anche nei filler, creando dei
piccoli capolavori. “Gattacitrova: Randagio ma non troppo!” è un esempio
calzante: gioco di Antoine Bauza (autore di 7 Wonder, Tokaido e Takenoko) per
2-4 giocatori, pubblicato dalla Cocktail Games (e distribuito in Italia dalla
Oliphante) nel 2007. Questo – in realtà – è il primissimo gioco del noto
autore, con il nome “Chabyrinthe” ed una grafica in “notturna”.
L’ambientazione creata per
questo gioco è davvero particolare: il vostro compito sarà di riportare a casa
(ce ne sono ben due) i poveri gatti randagi attraverso un percorso intricato di
tubature, rappresentate da sedici carte Grondaia disposte a formare una
griglia 4 x 4. Riportando i vari gattini nella loro dimora si guadagneranno i
rispettivi punti e – al termine del gioco – chi avrà collezionato più punti
sarà il vincitore (e riceverà il titolo di “gattara della città”).
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| Riusciranno i nostri randagi a tornare nel caldo abbraccio del focolare domestico? |
Il gioco inizierà da colui che
avrà visto per ultimo un gatto nero per strada (non è un buon segno): ogni
giocatore sarà chiamato a svolgere due azioni nel proprio turno, ed avrà a
disposizione due tipi di azioni, la “Rotazione” e l’”Inserimento”.
1) Rotazione:
il giocatore potrà ruotare a proprio piacimento (90° o 180°, senso orario o
antiorario) una delle carte Grondaia a disposizione.
2) Inserimento:
sarà possibile inserire all’interno della griglia una nuova carta Grondaia
(pescata da un mazzo a parte), creando uno slittamento su una riga o su una
colonna, un po’ in stile “Labirinto Magico”.
Nel proprio turno sarà
possibile scegliere di fare due azioni “Rotazione” (ma su due carte diverse)
oppure – nell’ordine che si vuole – un azione di “Rotazione” e una di
“Inserimento” (non è possibile fare due “Inserimento nello stesso turno). Terminate
le due azioni, il giocatore passerà la mano al giocatore alla sua sinistra.
Non appena una delle azioni
riesce a creare un collegamento tra uno delle carte Randagio e una delle due
carte Casa, il giocatore avrà portato il gatto al sicuro e potrà
aggiudicarselo, guadagnando i punti segnati sulla carta. A questo punto, la
Casa appena “occupata” verrà spostata in senso orario di uno spazio intorno alla
griglia e verrà collocata una nuova carta Randagio, che prenderà il primo
spazio libero in senso orario rispetto alla posizione precedente del Randagio
appena conquistato. Il gioco terminerà quando tutti i “Randagi” saranno tornati
a Casa e saranno al sicuro con i loro padroni.
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| In questo modo, il gattino randagio può tornare nella sua casa |
Che cosa ne penso io?
Qui l’autore – nonostante sia
alle prime armi – dimostra di avere la stoffa nell’inventare giochi da tavolo:
sebbene abbia qualche richiamo al già citato “Labirinto Magico”, ha creato un
gioco non banale e abbastanza cervellotico. Perché dico questo? Perché – una
volta seduti al tavolo e dopo le prime mosse – comincerete subito a fare mille
ragionamenti su come far arrivare il gatto da cinque punti a destinazione, su
come riuscire a guadagnare più carte Randagio in un turno (è possibile creare
delle combo in base a particolari posizioni di Randagio – Casa) e su come – se
proprio non potete fare nulla – mettere i bastoni tra le ruote ai vostri
avversari. Potete anche non fare nulla, basta ruotare le tessere con l’incrocio
allo stesso livello, così non fate un torto a nessuno! E tutto ciò in un gioco
che può stare nel palmo della propria mano!
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| Non ci credete? Eccovi la prova! |
Con questo gioco si divertiranno sia i neofiti (è un gioco semplice da giocare e con poche regole), sia i giocatori incalliti che apprezzeranno la possibilità di ragionare e trovare il miglior modo per ottimizzare la situazione.
Peccato che la longevità ne risenta un po': ad ogni partita potranno variare solo la disposizione delle tessere centrali e l'ordine di uscita dei gatti e alla lunga può stancare.
Le carte quadrate sono molto robuste (non servono bustine protettive) e la grafica è semplice e immediata, in stile fumetto con qualche vena comica (vi cito solo due esempi: un gatto davanti al fiume che aspetta il proprio "pranzetto" con tanto di bavaglino e una casa in cui si può notare una copia di "Play Cat" nel portagiornali).
Il
gioco da come età di partenza i sei anni (ma c’è anche una variante per i più
piccoli, dove si riduce la griglia di gioco), tuttavia credo che questo gioco
sia troppo precoce: ha bisogno di un ragionamento contorto e una buona dose di tattica che bambini a
quell’età non hanno. Credo che sia perfetto ad otto anni, ma se avete bambini già abituati al mondo dei
giochi da tavolo non dovrebbe crearvi problemi anche anticipare tale età.
Peccato che la longevità ne risenta un po': ad ogni partita potranno variare solo la disposizione delle tessere centrali e l'ordine di uscita dei gatti e alla lunga può stancare.
Le carte quadrate sono molto robuste (non servono bustine protettive) e la grafica è semplice e immediata, in stile fumetto con qualche vena comica (vi cito solo due esempi: un gatto davanti al fiume che aspetta il proprio "pranzetto" con tanto di bavaglino e una casa in cui si può notare una copia di "Play Cat" nel portagiornali).
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| Ecco le due foto "incriminate" |
Parliamo della durata del
gioco: sulla scatola non è riportata nessuna menzione e girando su siti
specializzati ho visto che la durata oscilla tra i 15 e i 30 minuti. Secondo il mio parere, si può giocare tranquillamente in 20 minuti –
tuttavia se avete persone al tavolo particolarmente riflessive o affetti da
“paralisi da analisi” (male che, ahimè, conosco bene), la partita potrebbe
andare per le lunghe (ho visto partite durare almeno 45 minuti).
Purtroppo Gattacitrova condivide un po' il destino dei giochi "piccoli": si pensa che siano troppo leggeri, troppo banali, troppo semplici nella grafica, perciò vanno scartati, Analizzando meglio, invece, si scopre che questi titoli hanno molto più da offrire rispetto ad alcuni giochi blasonati, che spesso hanno solamente una grafica ammiccante e una scatola ingombrante. Perciò Gattacitrova è un titolo poco conosciuto e ciò è un vero peccato, perché è un titolo piacevole per giornate tranquille e rilassanti, magari in campagna con un bel barbecue a farvi compagnia (se lo fate, mi autoinvito! :) ).
Ed ora un piccolo indovinello per voi che mi
seguite: riuscite – con due Rotazioni e senza contare eventuali slittamento – a conquistare tutte e due i gattini? E
mentre vi arrovellate la testa, vi dico “Buona serata, buon gioco e semper
filleris!”
lunedì 6 giugno 2016
Luna-Park (Print 'n Play): aggiornamenti 1
Buonasera a tutti voi, sono lieto di annunciarvi che è pronta la versione 1.1 del gioco Luna-Park (no, ancora nessun lampo di genio per il nome... consigli?). Tutto ciò è stato possibile grazie a Andrea Tiozzo che, oltre ad essere il primo fan di questo gioco, si è proposto di occuparsi alla parte grafica. E, devo ammetterlo, sta venendo un ottimo lavoro... quindi non posso non ringraziarlo anche qui.
Che cosa è cambiato? Il caro Andrea per ora ha curato le carte Personaggio (fronte e retro, mantenendo comunque le dimensioni in origine) ed ha trovato un modo per creare i dadi con i simboli tipici delle slot machines (creando un modello da stampare su carta adesiva, attaccando poi i vari pezzi su dei comunissimi dadi da 1,5 cm per lato).
Ecco qui, sempre sul tavolo della mia cucina, gli sviluppi grafici del nostro Andrea:
Anche sul regolamento c'è stata una piccola rivoluzione: l'introduzione dei gettoni orsacchiotto (non sono presenti in questa versione), uno svolgimento diverso del turno ed altre piccole accortezze. Troverete tutte le modifiche sul nuovo regolamento, segnate in grassetto e sottolineato.
La nuova versione di Luna-Park la potete scaricare qui (file.zip):
Se volete trovare le note su come costruirlo, basta andare sul precedente post del gioco "Luna Park (Print 'n Play).
Se avete altri consigli o l'avete già provato, non esitate a contattarmi!
Andrea
mercoledì 1 giugno 2016
Recensione di Sushi dice
SUSHI
DICE
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Autore
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Herni Kermarrec
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Prodotto da
|
Sit Down! (in
Italia Ghenos Games)
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Tipologia
|
Filler, dadi, push your
luck, destrezza
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N° giocatori
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2-6
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Età
|
6 anni in su
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Durata
|
15 min
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Dipendenza lingua
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A A A
|
(nulla)
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|
Rigiocabilità
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A A A
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(media)
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Difficoltà
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A A A
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(bassa)
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Bentornati a tutti voi ed oggi
iniziamo con una piccola riflessione: sembra che il tema culinario sia molto
apprezzato nel panorama ludico, che si tratti di giochi complessi (come “Food
Chain Magnate” della Splotter Spellen) o giochi più leggeri (come “Safranito”
di Marco Teubner). E di certo non
possono mancare giochi sulla cucina giapponese: basti pensare a “Sushi Zock”
(di Reiner Knizia) e il conosciutissimo “Sushi Go!” (di Phil Walker-Harding).
Ma oggi vi parlerò di un altro
gioco con la stessa ambientazione: per
tutti gli amanti – come me – del sushi e della cucina orientale, vi presento “Sushi
Dice”, un gioco di Henri Kermarecc, per 2-6 giocatori e pubblicato dalla Sit
Down! (edito in Italia dalla Ghenos Games) nel 2014.
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| Avete fame? C'è Sushi Dice! |
In questo gioco vi calerete nei
panni di cuochi che dovranno superare gli avversari e preparare nel minor tempo possibile il maggior numero di portate di sushi e – come dice il gioco – senza fare “il minimo errore” (lo scopriremo
tra poco).
Scopo del gioco è quello di
collezionare per primi il numero richiesto di
piatti/carte tra quelle disponibili ogni volta, attraverso una serie di duelli
che coinvolgeranno sempre due giocatori.
Ogni sfidante avrà a
disposizione un set di dadi speciali (raffiguranti alcuni ingredienti
classici del sushi, una stella-jolly e un teschio) e con essi dovrà cercare
di riprodurre i simboli riportati su una delle carte Piatto disponibili.
Non appena ci riesce, il giocatore dovrà suonare il campanello,
decretando così la fine del duello e l’assegnazione della carta Piatto. Il
gioco passerà, quindi, ai giocatori alla sinistra dei duellanti che inizieranno
un nuovo duello, fino a quando uno dei giocatori non raggiungerà il numero
stabilito di Piatti (in una partita a quattro giocatori, bisognerà conquistare
cinque Piatti).
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| Le componenti di Sushi Dice |
Che cosa ne penso io?
Sushi dice è un gioco molto chiassoso
e dalle risate assicurate: il gioco punta su chi è il più veloce a lanciare i
dadi, anche se una buona dose di fattore C vi potrebbe aiutare a vincere Piatti
con poco sforzo e molte “rosicate” da parte dei vostri avversari che ve le
diranno di tutti i colori.
Data questa natura, vi sconsiglio di
giocarlo a casa vostra alle tre di notte, se non volete visite di vicini armati
di fucile… perfetto invece da infilare in borsa (occupa poco spazio) per una
giornata all’aperto e con un’allegra compagnia. I dettagli dei dadi sono incisi e colorati a smalto, quindi resisteranno per molte partite.
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| Scorpacciata di Sushi di pesce palla: adesso si suona il campanello! |
Ma non vi ho parlato ancora dell'aspetto più divertente...
Sushi Dice, inoltre, ha un buona interazione diretta, grazie a due concetti di gioco chiamati “Bleah” e “Taglio!”: il primo costringerà uno dei due giocatori a rilanciare tutti i propri dadi se compare almeno un teschio nel suo tiro e l'avversario se ne accorga (gridando a quel punto “Bleah!”); il secondo – trattasi di una variante – coinvolge gli altri giocatori al tavolo, i quali interromperanno immediatamente la sfida quando entrambi i duellanti avranno almeno un dado con il teschio (gridando a quel punto “Taglio!”). In questo modo, il gioco non prevede tempi morti e tutti i giocatori partecipano anche se non fanno parte della sfida, senza contare che gridare “Bleah!” e “Taglio!” contribuirà a rendere il clima ancora più caotico.
Sushi Dice, inoltre, ha un buona interazione diretta, grazie a due concetti di gioco chiamati “Bleah” e “Taglio!”: il primo costringerà uno dei due giocatori a rilanciare tutti i propri dadi se compare almeno un teschio nel suo tiro e l'avversario se ne accorga (gridando a quel punto “Bleah!”); il secondo – trattasi di una variante – coinvolge gli altri giocatori al tavolo, i quali interromperanno immediatamente la sfida quando entrambi i duellanti avranno almeno un dado con il teschio (gridando a quel punto “Taglio!”). In questo modo, il gioco non prevede tempi morti e tutti i giocatori partecipano anche se non fanno parte della sfida, senza contare che gridare “Bleah!” e “Taglio!” contribuirà a rendere il clima ancora più caotico.
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| Questo lancio è un perfetto esempio di Bleah! |
Grazie a tutte queste
caratteristiche, il titolo risulta essere davvero leggero e godibile, adatto a
chiunque e a tutte le età: i bambini si divertiranno a suonare più e più volte
il campanello, così come qualche buon tempone in vena di scherzi… a quel punto
gli potete sempre presentare il vostro amato vicino col fucile (così vediamo
chi ride).
A mio avviso, credo che abbia
una buona rigiocabilità, non tanto per il gioco in se, quanto per l’atmosfera
che crea intorno al tavolo: diventerà un ottimo antipasto per una divertente
serata ludica o come dessert per concluderla e chi l’ha già giocato vi chiederà
di riprovarlo, solo per il gusto di premere il campanello.
![]() |
| Dlin dlon! |
E con questo campanello che vi
auguro buona giornata, buon gioco e attenti al vicino armato!
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