Ed iniziamo
la nostra sezione recensioni con un gioco semplice e divertente uscito l’anno
scorso: come leggerete dal titolo si tratta di Aia gaia, gioco di Marco Valtriani e prodotto dalla Red
Glove (Linea Fun), per 3-8 giocatori (dai sei anni in su) per una durata di 15
minuti.
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| Vi presento Aia Gaia in tutto il suo splendore |
In questo gioiellino, i giocatori dovranno collezionare animali nella propria Aia e guadagnare
il maggior numero di punti. I giocatori inizieranno con due carte in mano e –
nel proprio turno – potranno scegliere se pescare una carta oppure giocarne
una carta dalla mano.
Dove inizia il divertimento?
Ogni volta che giochiamo una carta animale se ne dovrà fare il
verso, chi sbaglia o non vuole fare il verso sarà
costretto a scartare l’animale.
Ogni animale ha un proprio punteggio, e alcuni di loro hanno anche un potere come:
- pescare nuove carte (come la Pecora)
- rubare altri animali (come la Capra o il Gatto)
- giocare animali extra (come
il Coniglio o il Gallo)
E tra le varie carte c’è anche la simpatica “cacchina”
che fornisce all’avversario un -1, ma non dimenticate di farne il verso!
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| ...e la cacchina come fa? Non c'è nessuno che lo sa! |
Il gioco
termina quando un giocatore avrà 6 carte nella propria Aia e si passerà al
calcolo dei punti, che decreterà il vincitore.
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| Punteggio finale: 4+3-1+2+2+2=12 |
Che cosa ne
penso io?
Come già
detto all’inizio, è un gioco semplice e divertente: semplice perché si spiega e
si gioca in due minuti; divertente perché – oltre al fattore “verso dell’animale”
– c’è anche l’interazione diretta, che ti permette di rubare gli animali altrui,
generando risate e animali che saltellano da una parte all’altra del tavolo
(una volta ho visto un Maiale fare il giro completo del tavolo!). E data la sua
scatola piccolina (poco più di 13 cm per lato e 4 cm di profondità), è ottimo
da portare in spiaggia o in campagna o alle fiere (mi raccomando le bustine
protettive: le carte sono abbastanza resistenti, ma la prudenza non è mai
troppa!)
È un gioco dove la componente fortuna (dettata dalla pesca
delle carte) è molto evidente, ma un buon giocatore può mettere i bastoni tra
le ruote al suo avversario e scoprire elementi tattici e strategici (esistono
piccole combo tra carte).
Poi in
questo gioco i bambini sono imbattibili: l’ho proposto ad adulti che non
conoscevano il verso della Capra (per inciso è “Meeeeeh”) o del Coniglio (è un
roditore, quindi è accettabile lo “squit-squit”); mentre i bambini sanno
inventare sul momento versioni fantasiose di “cacchine” o di “pappagalli” (altra
carta che ti permette di rubare un animale).
Tuttavia
proporlo a bambini di sei anni o poco più potrebbe essere rischioso: sia perché
c’è un testo scritto da leggere, sia perché a quell’età alcuni bambini si
dimenticano del gioco e cominciano a pescare all’infinito carte animale oppure
a fare scambi infruttuosi solo per avere quell’animale (quante volte ho visto
bambini litigare per avere il Lupo, animale di soli 2 punti che quando è giocato
ti permette di rubare una pecora ad un tuo vicino)… Quindi io avrei proposto
come fascia età dagli 8 anni in su, ma i bambini più piccoli possono essere
aiutati da genitori volenterosi di giocare con loro.
Ed ora – se mi
permettete – vi vorrei fare una piccola riflessione… Ho voluto iniziare questa
avventura proprio con questo gioco, per farvi capire l’idea di base delle mie
recensioni (e del mio blog): farvi conoscere e rivalutare i giochi riempitivi (o
all’inglese “filler”) che – molto
spesso – vengono criticati in quanto troppo semplici o banali, privi di componente
tattica e/o strategica (cose che in Aia Gaia non mancano affatto). E questa
piccola “chicca animalesca” ha diritto ad essere conosciuta ed apprezzata… e ci
saranno altre di queste piccole perle, ve lo assicuro…
Buona
serata, buon gioco e non ragliate troppo!